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Protocolli di udienza
Anche il Tribunale di Bari, sull'onda positiva delle esperienze maturate in altri contesti giudiziari,
ha di recente avviato la stagione dei protocolli d'udienza che, finalizzati a regolare le modalità di
svolgimento delle attività processuali e, di conseguenza, a proporre, all'adesione dei soggetti
co-protagonisti del pianeta-giustizia, le prassi applicative e organizzative ritenute più idonee allo scopo,
hanno costituito il naturale portato di un'inevitabile presa di coscienza: nel momento in cui i problemi
della giustizia civile sono stati affrontati dal legislatore con proposte di riti sempre diversi,
affastellati al di fuori di un progetto complessivo della giustizia, si è venuta altrimenti
diffondendo la convinzione che occorressero metodi del tutto diversi, incentrati sulla
organizzazione ( divenuta da necessaria a indispensabile, specie in un momento storico,
come quello presente, contraddistinto da carenza di risorse ) e/o sulla collaborazione
tra tutti gli operatori del diritto, sulla ricognizione e promozione delle prassi migliori.
In siffatta prospettiva, i protocolli, elaborati appunto per la gestione delle udienze, nonchè
originati dall'idea di dar vita una sorta di tavolo permanente di confronto comune, si pongono
indefettibilmente come strumenti operativi che, altresì animati da una più sentita consapevolezza
della complementarità dei rispettivi ruoli e del necessario rapporto di lealtà nei confronti del
processo e dei suoi principi fondamentali, risultano fondati sull'individuazione di un insieme di regole
condivise per la gestione dell'organizzazione delle udienze, attraverso un metodo di lavoro che vuole
valorizzare il contributo paritario di tutti i soggetti che sono coinvolti nella gestione delle udienze;
e ciò a partire dal momento dell'elaborazione di proposte di protocolli compiute attraverso il comune
e partecipato contributo dei rappresentanti del personale amministrativo, della magistratura e
dell'avvocatura, fino a quello della sottoscrizione dell'atto da parte degli organismi rappresentativi
delle tre categorie coinvolte.
All'esito di un percorso condiviso, in definitiva, anche nel Tribunale di Bari si è ritenuto di
perseguire la finalità non più procrastinabile di favorire uno svolgimento più ordinato e proficuo
delle udienze, di superare ( almeno in parte ) il grave disagio esistente, di migliorare la qualità
del processo, di tutelare la riservatezza dei soggetti coinvolti e di ridurre drasticamente i tempi
di attesa di testimoni, nella partecipata consapevolezza che anche le "prassi virtuose" possano
rappresentare qualificante strumento per migliorare l'efficienza della giustizia civile.
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